Scuola di Equitazione Spagnola Curiosità

Scuola di Equitazione Spagnola di Vienna


Il valore del passato mescolato alla passione del presente.

La Scuola di Equitazione Spagnola di Vienna (Spanische Hofreitschule) è, ad oggi, la più antica accademia equestre del mondo, dove l’arte dell’Alta Scuola Equestre (il più alto grado di addestramento) viene tramandata ininterrottamente da 430 anni.

Scuola di Equitazione SpagnolaIl primo accenno all’accademia è datato 1572, nonostante alcuni documenti risalenti al 1565 attestino già la presenza di un’area di formazione equestre all’aperto, inutilizzabile però durante i periodi di maltempo.
Data la necessità di un addestramento costante, venne quindi commissionata dall’Imperatore Leopoldo I la costruzione di un edificio al chiuso, in seguito, gravemente danneggiato durante la Guerra Ottomana.
In sostituzione, nel 1729 venne edificata la famosa Sala Bianca, su richiesta dell’Imperatore Carlo VI, terminata nel 1735.
Tutt’oggi è possibile visitare questa magnifica sala barocca, perfettamente conservata, per ammirare, oltre ad il ritratto dell’Imperatore Carlo VI e le complesse incisioni Johann Elias Ridinger (1689-1767), gli addestramenti e gli spettacoli degli stalloni Lipizzani, razza prediletta dalla Scuola e che deve il proprio nome alla città di Lipizza, all’epoca dell’Impero d’Austria appartenente al Comune di Trieste (passata alla Jugoslavia e, successivamente, alla Slovenia) dove sorse uno dei primi allevamenti imperiali di questi cavalli.
La stessa Maria Teresa d’Austria, in seguito all’incoronazione del consorte Francesco I come Sacro romano imperatore, allestì personalmente numerosi caroselli, giostre e feste di corte all’interno della Sala Bianca.

Scuola di Equitazione SpagnolaIl termine “Spagnola” del nome, deriva precisamente dalle origini dei cavalli Lipizzani, razza ottenuta mediante incroci fra giumente locali e stalloni andalusi, da sempre considerati particolarmente nobili, volenterosi e adatti all’equitazione classica.
Nei secoli successivi, vennero incrociati ulteriormente con altre razze (quali ad esempio Arabi, Berberi, Napoletani) per migliorare maggiormente le caratteristiche della stirpe.
Si è ottenuto così un cavallo possente ed elegante, capace di sprigionare la propria forza e di esibirsi nelle più sofisticate figure equestri.
Questi complessi esercizi, oltre a rafforzare la muscolatura e rendere il cavallo atletico, riproducono le manovre di guerra medievale che, un tempo, venivano insegnate come movimenti utili in battaglia.
Combattendo a cavallo, l’arte equestre era fondamentale alle attività di guerra e vitale durante le azioni militari.

Si basti pensare che la cabriole, atletico salto in cui il cavallo, dopo aver sollevato gli anteriori, calcia con entrambi i posteriori, salvava spesso il cavaliere quando era circondato; la levade, in cui il cavallo si appoggia solo sui posteriori, elevando in aria gli anteriori, permetteva di trafiggere il nemico dall’alto; la courbette, che comincia con una levade e prosegue con diversi salti sui posteriori, consentiva al cavaliere di colpire più nemici dall’alto. Queste ed altre figure sono tutt’oggi praticate nella Scuola.

Una curiosità: tutti i cavalli utilizzati sono grigi, tranne un baio che, per tradizione, viene addestrato per ricordare che il manto dei Lipizzani, un tempo, era in diversi colori.

Di seguito un interessante documentario incentrato sulla storia e le tecniche utilizzate nella Scuola (la Seconda Parte la trovate qui):

Credits: foto © Stefan Seelig

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